Visualizzazione post con etichetta LANDA SURREALE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta LANDA SURREALE. Mostra tutti i post

venerdì 26 aprile 2013

I MOTIVI PER UN BLOG DEDICATO AD UNA VENA SURREALE


1

Riproduzione grafica di una scultura collocata ad Atri (TE)
L'autore di questa opera, di cui ignoro le generalità, 
nell'angolo alto del corpo sinistro, ha collocato una scritta:
"Dumbo 86 "

"Questo percorso narrativo prende spunto dall’opera scultorea di un artista, (forse Dumbo 86) di cui purtroppo ignoro il nome, collocata in uno spiazzo panoramico di Atri, in provincia di Teramo, insieme a sculture di altri autori.
Il filo teso tra i due elementi che la costituiscono, apparentemente inesistente, è così sottile da veicolare una molteplicità di sensazioni che stupiscono per l’originalità chiunque l’osservi." (dal preambolo de: "Come tanti minuscoli io"- Raccolta di racconti brevi in tono surreale

imbastiti in un percorso narrativo-espositivo approfittando della temporanea malleabilità di un blocco parallelepipedo- op. inedita dell'autore)

Il mistero è proprio in quel filo, capace come null'altro di cavare la stoffa dalla roccia, un po' come la vita che anima la materia e la modella. 
"Vi è sempre un filo
che attraversa
ciò che le persone fanno
che conduce lungo
un percorso che si snoda."
(da "Come tanti minuscoli io" op. cit. pag 5)


2



 Da: Suzi Gablik-"Magritte"- Rusconi Libri S.p.A.- aprile 1988, pag 15

Come si fa a non prestare attenzione ad un signore che indossa una tuba per strada e che magari è anche pronto a fare un saluto, sollevandola con la mano, quasi che si trattasse di una semplice bombetta?
Peccato che lo si possa incontrare molto di rado e solo in immagini di repertorio!


3

Fino a qualche tempo fa esisteva una dinamica, giovane, spumeggiante e sopratutto surreale Casa Editrice che invogliava a scrivere proprio con questo spirito:  la Zandegù di Marianna Martino, forse una delle migliori realtà che gli aspiranti estensori surreali potessero immaginare. Nonostante tutto l'impegno da lei profuso, gli oltre 1.500 manoscritti esaminati e i 18 libri faticosamente realizzati, senza chiedere alcun contributo agli autori pubblicati, nel luglio del 2010 ha dovuto interrompere l'attività, come viene descritto nel sito www.zandegu.it.



(da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato il 29 settembre 2011)

sabato 6 aprile 2013

EPPUR SI MUOVE

da  http://daszauberbuch.wordpress.com/2012/12/06/2-dominare-razionalmente-linfinito-parte-i/





Rappreso sull'efficacia
trova divertente esprimere
falsità lugubri
esporre orpelli antichi
e complimentarsi con gli altri
dei meriti non propri.

A tratti delinea
progetti disinvolti
ma non se ne cura
non sapendo

"Eppur si muove"



(da www.landasureale.blogspot.com , post pubblicato il 12 marzo 2012)

giovedì 28 marzo 2013

Il denaro, come il sangue,



da  http://www.prosperitycoaching.it/?paged=3


Il denaro, come il sangue,
circola in un ambito.
La pressione che esercita all'interno
è notevole:
finché le pareti tengono,
continua.


Quando fuoriesce
tende a rapprendersi
in poche cose circoscritte
e si raggruma imprigionandovi persino
le persone che vi si fanno coinvolgere
abbagliate dal suo luccichio riflesso.



(da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato il 25 marzo 2012)

Il presente scritto è parte integrante della raccolta "La Circolarità dell'orizzonte" scritta nel 1989

domenica 24 marzo 2013

PINOCCHIO ALLUNGA

da  http://www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4095




Pinocchio allunga
le bugie con la stessa velocità
con cui gli cresce il naso.

Si adegua a ciò che lo circonda:
le abitudini insegnano a costituirsi.

Pinocchio non riesce ad essere
bambino è una cosa difficile,
troppo impegnativa in un mondo
intento a reclamizzare prodotti
e a vendersi di continuo.

Il Gatto e la Volpe
si sono mascherati
e cambiano di continuo aspetto:
difficile non esserne ingannati.

Il Grillo ha smesso di parlare:
fiato sprecato.

Gli asini ragliano in comitiva
si sentono più valutati.

Le Fiere sono occasioni per tutti,
a ognuno il suo modo di essere
 purché condizionato.

Mangiafuoco ha vinto su tutto
muove i fili delle persone

la bacchetta della Fata
Turchina
era solo una favola

Geppetto continua il suo lavoro
ma non c'è speranza:

il Legno, da solo, non parla!


(da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato il 29 febbraio 2012 )


Il presente scritto è parte integrante della raccolta "La Circolarità dell'orizzonte", scritto nel 1989.

domenica 17 marzo 2013

ARIA FORZATA


da  http://massimobisotti.it/blog/non-si-rimugina-sugli-errori-non-possiamo-riprenderci-quel-che-abbiamo-sprecato-ma-possiamo-imparare-a-ridere-fino-alle-lacrime-sul-latte-versato-e-disimparare-il-percorso-guidato-di-abitudini-sicur



La sua libertà era nello stare ovunque,
ma era anche la sua prigione,
dato che non poteva
fare a meno di esserci.

Giunsero nello stesso posto dove erano sempre stati,
distinsero un dentro da un fuori e si preoccuparono
di separare bene queste cose.

Lei non capì la sottigliezza di questa differenza,
per secoli si era spostata ovunque, indisturbata;
ora a malapena riusciva ad esprimere i suoi aneliti
di libertà negli spifferi.



Non poteva fuggire,
solo questo permise loro di farla prigioniera.



La divisero in categorie perché le classi facevano bene:
servivano a distinguere ed era bello inasprirle la vita.

La categoria migliore fu perfettamente inserita
attraverso labirintiche tubature.
Costretta a circolare nello stesso ambito
venne tenuta al caldo e curata.
Le diedero sempre nuove essenze per esprimere fragranze diverse,
sempre mille cure e mille attenzioni,
lei, in cambio, quasi divenne amica intima della casa.



L'altra categoria, invece, fu lasciata fuori ad abbruttire,
come tutto il mondo esterno nessuno se ne curava.

Ricevette sempre gli scarti:
delle ciminiere,
delle macchine,
perfino delle persone.

Arrivarono a credere che si fosse inquinata di proposito
per fargli un dispetto, dato che odiava le loro ciminiere,
come del resto più volte aveva ribadito.



Gli antichi si erano imparati a respirarla,
loro ne avevano dimenticato il senso:
respiravano perché costretti,
senza provare alcun piacere nel farlo.


Ogni tanto facevano pulizia:
spazzavano le strade, montavano qualche depuratore,
nutrivano i barboni,
ma solo per non farsi dimenticare,
per far capire che anche loro avevano un cuore,
che erano vivi.

















Alla lunga risultarono più stupidi dei loro antenati:
respiravano male e nemmeno l'aria era la stessa.



(da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato l'8 gennaio 2012)



Questo scritto è parte integrante della raccolta "Piano di Supremo Attrito", scritto nel 1988.

sabato 9 marzo 2013

IL PROGRAMMA SI SOSPESE


da  depositlyrics.com


Il programma si sospese all'improvviso
lasciando in bilico l'incauto
che si era avventurato nel guardarlo.

Interruzione di routine
pubblicitaria.

Una mano si sporse ad asciugargli le labbra
reclamizzando una marca di tovaglioli
lo ripulì dalle briciole dei programmi
che gli erano rimaste impresse nelle retine
incolori degli occhi.


Lui sorrise,
meravigliato di tanta cura,
si sentiva importante,
vezzeggiato.


Lambì solo col pensiero i tasti del telecomando,
rapito vi si ritrovò imprigionato, dentro,
come un tasto rimasto incastrato;

incantato non seppe più voltare
l'immagine lo fissò pietrificandolo.





Al suo posto un altro più ebete si accomodò soddisfatto.



(da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato l' 11 gennaio 2012)

Il presente scritto è parte integrante della raccolta "Piano di Supremo attrito", scritto nel 1988

mercoledì 6 marzo 2013

TELEFILM A PUNTATE

da  http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/c/c9/Dallas.png/300px-Dallas.png




Un'accurata ricerca distinse i gusti,
un'altra ne colse l'essenza,
un'ulteriore ne ricavò un sunto,
una seguente ne condì gli aspetti più disparati,
pur di accontentare il maggior numero possibile di commensali.

Alla fine se ne ricavò un minestrone
appunto
telefilm a puntate.



(da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato il 25 novembre 2011)


(impossibile non gettare uno sguardo estremamente "attritico" sulla serie televisiva per antonomasia di un certo genere legato alle "dinastie")

martedì 26 febbraio 2013

AVANZI DI PERSONE


da  http://www.ecoo.it/s/riciclo-plastica/



Modellati a immagine, non seppero animarsi.
Impararono a muoversi, a parlare,
in poche parole vissero.

Oggetti di plastica e di metallo li circondarono:
sembravano quasi veri al loro confronto,
ma era un'impressione dovuta al contrasto,
quelli non si articolavano.

In fondo all'Amore restava
una questione di costole,
o così almeno gli era stato detto.

Praticavano perfettamente diverse discipline,
la preferita l'indifferenza,
gli riusciva bene,
forse perché vi si esercitavano spesso.

Uscivano di frequente, e se entravano in qualcosa
vi erano sempre contenuti,
come semplici oggetti.



( da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato il 5 gennaio 2012 )


Il presente scritto è parte integrante della raccolta "Piano di Supremo Attrito" scritto nel 1988

domenica 24 febbraio 2013

ROBINSON

da http://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g308258-d312160-r78210600-Matamanoa_Island_Resort-Matamanoa_Island_Mamanuca_Islands.html





Ineccepibile naufrago
smise di considerare la sua terra un'isola.

Girò intorno al suo problema…forse più a lungo di quanto si aspettasse
non trovando che una soluzione: l'attesa.

Provò a coltivare
ma i frutti che non venivano
erano la lampante espressione
dell'aridità della sua cultura.

Stanco di seminare
s'immaginò cacciatore
ma non trovò cosa che potesse definirsi 
preda.

Seminò se stesso
sotto la propria coltre di erbe selvagge
sconfiggendo la propria aridità.

Rinacque
                rileggendosi
                                    più piano
                                                   voltando più lentamente
                                                                                        le sue pagine.



La vegetazione lussureggiava i suoi pensieri
che vi si adagiavano modellandola
a suo piacimento.

Si rivide in seguito
completamente trasformato
non gli bastò uno specchio per riconoscersi
e ne fu contento.




Dipinta a forma di veliero
la sua libertà si era presto dileguata.
Restò solo "civiltà".


Era bastata una nave:
quattro vele galleggianti
sopra il mare.


Trascinato via dalle più profonde radici
raccolse i suoi avanzi nascondendoli;
dalle abitudini antiche proruppe un seguito,
ma non fu lo stesso.



La sua isola era rimasta lì
indifferentemente abbandonata.



( da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato il 24 dicembre 2011)


Il presente scritto è parte integrante della raccolta "Piano di Supremo Attrito, scritto nel 1988

sabato 23 febbraio 2013

IL BELLO DELLA DIRETTA


Venne sorpreso proprio sul più bello:
il burattino di fango non si era ancora animato.

Era un'eternità che modellava la materia di nascosto
ed era quasi riuscito ad imprigionarvi la vita.


Ma con suo immenso stupore
la telecamera gliel'aveva soffiata.

http://www.4uvideo.it/dslr-videocamere
Non gli restò che nascondersi
insieme alla sua lunga barba
in qualche eremo sconosciuto.
https://www.mondospettacoli.it/c/microfoni/


Fuggì in fretta,
ma dal microfono aperto
trapelavano in sottofondo
frasi sconnesse,
oscure maledizioni,
vaghi accenni a diluvi lontani.






( da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato il 5 gennaio 2012)

Questo scritto è parte integrante della raccolta "Piano di Supremo Attrito, scritto nel 1988.

UTOPIA SBIADITA


In origine era un Fiume solo,
lungo il suo letto si accamparono nei secoli
decine d'industrie tra le più svariate.

La sua forza alimentava loro:
ad ogni goccia un'ingranaggio.

Ogni goccia era un operaio allo stato puro.

Con il trascorrere del tempo ogni operaio
si trasformò in proletario.

Un Fiume proletario faceva paura:
le industrie temevano la sua intrattenibile forza.

Lo sminuzzarono in mille rivoli,
ma gli operai restavano proletari.

Proletariarono tutto
seminando molte delle loro vite nel cammino.

La fatica non era mai abbastanza:
dovevano sempre ricominciare da un nuovo capo
il discorso.

Si costituirono i Sindacati:

…inizialmente associazioni protezionistiche
degli interessi dei lavoratori…

da http://ancilino.wordpress.com/


Camminavano sempre tutti insieme
a qualunque prezzo,
non sapevano che farsene di una vita inutile;
sfilavano anche davanti i cannoni.

Quando l'odio degli eserciti si scatenava
non bastavano le fragili barricate innalzate,

da http://blog.lombardiabeniculturali.it/articoli/330/


non bastavano però nemmeno i cannoni
per spegnere il propagarsi.

Una speranza:
la storia non poteva non essere scalfita,
il mondo non poteva non essere mutato.

La lotta continuava.

Trascorse molto tempo
e la lotta si mutò notevolmente;

tacquero i cannoni.

L'argilla si sfarinava
e come polvere obbediva…
……………………………..
…impotente al vento.

Si fermarono convinti:
la loro bandiera sventolava
alta sul pennone.

Peccato che vi fosse solo stata
apposta appesa come uno specchio
per far contente le allodole.

La sostanza restava essenzialmente la stessa
pur essendosi mutata in apparenza.

Durò solo l'attimo d'un inganno
il tempo di volgere altrove lo sguardo:

la moneta piegò l'ideale più puro
così come cola il metallo nello stampo.

Lo specchiarsi di continuo aiuta a giustificarsi:
ci si accontenta delle proprie posizioni,

inutile continuare
l'ideale era servito:
lo scopo era colmo
e il resto lo si poteva gettare.

E' un peccato che l'utopia non paghi:

prezzolati a bizzeffe
capirono tardi che l'assegno era scoperto.

Si vestirono in fretta con le uniformi
regalate loro da una sartoria specializzata;

la società li riassunse tutti
etichettandoli D.O.C.

Oltrepassarono ogni limite
chiedendo perfino l'impossibile,
ma solo in apparenza:

manovra pilotata abilmente infastidiva,

se usata in maniera opportuna
poteva giustificare

un programmato ritorno all'ordine.

E continuarono ogni tanto a scioperare…
…tanto così…
…per non perdere l'abitudine d'intermezzare…
…la monotonia di una vita tristemente uguale.

Un vecchio, forse un barbone,
accampato da anni davanti
non accettava e con voce sempre più flebile
continuava a dire:

"Eppur tremava"

Ma era un "povero vecchio"
e il mondo non lo ascoltava:

il Fiume era solo un lontano ricordo.



( da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato il 29 dicembre 2011 )


Il presente scritto è parte integrante della raccolta "Piano di Supremo Attrito" scritta nel 1988

mercoledì 20 febbraio 2013

TEMPO DI TRATTATO

da  http://viaggi.it.msn.com/italia/orsi-orchi-e-giganti - © De Agostini Picture Library



Venne organizzata una tavola rotonda sul tema:
"L'utilità sociale del Mal di Denti".

Presero parte varie personalità di tutte le categorie
direttamente interessate.

Per sede fu scelto un piccolo teatro di periferia
appositamente adattato:
una bocca urlante, inclinata all'indietro,
con ventisette denti variamente cariati.

Il pubblico prese posto sui denti,
profittando di tutte le possibilità
offerte dalla loro forma,
ottimamente traforata
da uno scultore di grido.

La tavola vera e propria
venne sistemata sulla punta della lingua
sproporzionalmente spinta al di fuori del cavo orale
per esprimere tutta la drammaticità del dolore.

I vari oratori si alternavano con frammenti di discorsi,
la durata degli interventi era stabilita dal pubblico
che, agendo sui nervi scoperti (fedelmente riprodotti) dei denti cariati,
faceva suonare una rauca sirena
appena la masticazione delle parole dette
diveniva troppo faticosa,
data la noiosità del discorso tenuto dall'oratore,
il quale veniva automaticamente e momentaneamente
inghiottito per far posto al successivo,
con grandi ed apprezzati effetti spettacolari.


I dentisti dissero di preferire
senz'altro i denti cariati a quelli sani,
ma il loro era un giudizio di parte.

Brillarono a lungo sorrisi praticamente identici,
in palio c'era una grossa fornitura di dentifrici,
ma il primo, dissero, era difeso anche contro il tartaro.

I Tartari negarono ogni addebito,
anzi, citarono per intero
il nome del dentifricio incriminato,
additandolo al pubblico con disprezzo.

Intervistarono un malato di denti,
ma tale era il dolore che il poveretto provava
che non si distinguevano le implicazioni dalle parole.

L'a(s)cesso gli consenti di entrare
immediatamente nel vivo della questione,
cacciando un urlo.

La conclusione fu subdola e repentina
almeno quanto l'inizio,
tranne che ora c'era la consapevolezza
che si era solo voluto perdere
un po' di tempo.



(da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato il 28 dicembre 2011 )

Il presente scritto è parte integrante della raccolta "Piano di Supremo Attrito" scritta nel 1988

domenica 17 febbraio 2013

Tremò a lungo la natica

da  http://www.kijiji.it/annunci-piemonte/massaggiatore+elettrico/


Tremò a lungo la natica
davanti all'obiettivo
sul profilo della coscia
il dito indicava la sconfitta
inevitabile della cellulite


La cinghia di trasmissione
non ammetteva soste:
implacabile
fino all'ultimo grammo
di panoramica televisiva.


(da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato il 25 marzo 2012)

Il presente scritto è parte integrante della raccolta "La Circolarità dell'Orizzonte".
Avrei voluto trovare una immagine adatta a descrivere visivamente quanto espresso a parole, ma su Google non si vedono quasi più gli apparecchi indicati in queste righe del 1989 e che all'epoca imperversavano in tutte le pubblicità televisive.


mercoledì 13 febbraio 2013

LA PENNA IN TASCA

da  archivio.panorama.it




Dediti a seminare
vennero travolti da una raccolta in piena.

Ridicolizzatosi a parlare
non fece di meglio che non farsi capire.

Ragionatore incallito
sorprese la sua mente a fantasticare.

Abbagliato dal suo stesso riflesso
andò oltre
e lo specchio nemmeno se ne accorse.

Era un'obliteratrice poco obliterante
guardò pensando il biglietto.

Salire gli costava
rotolò in basso
solo per comodità.

Seguendo un filo particolareggiato
raggiunse il centro esatto del labirinto,
lo ritrovò per puro caso l'uscita.

Il muro gli crollò addosso
ben tre volte negli ultimi due mesi.
La quarta lo fece più robusto.

Saltando piano ai lati del fossato
incespicò e vi cadde dentro.
Faticarono non poco a ritrovarlo.

Espresse 
sprizzi a sprazzi
furono spazzati via
perché sprezzanti.



(da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato il 21 dicembre 2011)

lunedì 11 febbraio 2013

UOMO

da  http://www.movieplayer.it/foto/king-kong-in-cima-all-empire-state-building_21420/



Spropositato lì per caso
cavò d'impaccio una ragione.

La pagina si sgualcì
appena
per la sua presenza.
Sorpreso dietro l'angolo
non seppe giustificare un seguito
fuggì via ridendo.
S'inabissò già prima di capire.

Arrampicatosi a stento sul cornicione
non fece altro che gesticolare:

King Kong era stato di cattivo esempio.

Appagato dalla moneta
provò a rifletterla
ma sbagliò nel porsi in controluce.

Raggomitolò il più casuale dei silenzi
prima di andarsene.

Gelò la sera
la sua scheletrica indifferenza.



(da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato il 19 dicembre 2011)


Il presente scritto è parte integrante della raccolta "Piano di Supremo Attrito" scritta nel 1988

venerdì 8 febbraio 2013

UNA POSIZIONE SCOMODA

da  http://www.fanpage.it/spunti-di-musica-poesia-e-lettura-del-mare-e-dei-naufragi/
Caspar David Friedrich
Il viaggiatore sopra il mare di nebbia
1818


“Una posizione scomoda”

Una ondata improvvisa lo prese in piena faccia, infradiciandolo per bene da capo a piedi. Gli occhiali gli erano volati chissà dove. D’istinto aveva portato le mani al viso per stropicciarsi gli occhi, ancora increduli. Bagnato lo era per davvero, ma ancora non se ne capacitava. L’odore che sentiva penetrargli le narici era proprio quello forte di salsedine e i versi che udiva erano i richiami tipici dei gabbiani in volo. Davanti aveva proprio il mare, e che mare! Le onde rabbiose, tipiche di una burrasca, si infrangevano con impeto contro la scogliera scalandola ben oltre la sua altezza, con schizzi prepotenti che la sferzavano. Aveva quasi le vertigini e temeva di essere trascinato giù da quelle ondate che già l’avevano raggiunto. Non capiva perché ci si fosse ritrovato. Aveva si voglia di vedere uno spettacolo del genere, magari da più lontano. Era senz’altro eccitato per l’entusiasmo che prorompeva da una tale dimostrazione di forza, ma addirittura ritrovarcisi proprio nel mezzo e, per giunta, persino senza gli occhiali che gli consentivano di ammirarla, non lo rendeva entusiasta.  Voleva scostarsi, arretrare di qualche passo, ma non riusciva. Dietro di lui sembrava ci fosse qualcosa di freddo e di duro che gli impediva di fare ciò che avrebbe voluto. Era proprio sull’orlo del precipizio della scogliera e il mare non sembrava voler smettere di agitarsi. Il cielo era cupo e minacciava un temporale. Il vento dal canto suo non cessava di soffiare, anzi spronava. Del sole se ne intravvedeva appena il pallore in un angolo del cielo.  Cercava di ricordare, forse facendo a ritroso i passi compiuti sarebbe riuscito a sottrarsi da questa situazione a dir poco imbarazzante. Non ne aveva il tempo: un’altra ondata, certamente più violenta dell’altra, lo raggiungeva e per un attimo, quasi gli toglieva il respiro. Per un soffio riusciva a restare in piedi e a non cadere appresso all’onda. Quanto sarebbe riuscito a resistere?
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           Aveva voglia di chiedere aiuto, ma a chi? Davanti e ai suoi piedi c’era la Natura, in piena espressione di potenza, accanto a lui nessuno. I gabbiani sembravano scomparsi.  Gli era parso di udire anche delle voci, ma indistinte e lontane, quasi che provenissero da dietro. Lui non poteva voltarsi e vedere cosa c’era oltre quella superficie liscia e solida che aveva alle spalle. Forse il suo destino era proprio nello stare in bilico in quella strana posizione, quasi a ricevere i rimbrotti e gli sberleffi senza poter replicare. Provava a ricordare, ma non riusciva a vedersi in nessun’altro luogo che in quello, quasi che qualcuno ce lo avesse collocato apposta per esprimere o per affermare qualche significato particolare che a lui personalmente sfuggiva. Non era il momento di ragionare: il cielo si era rabbuiato ulteriormente, il vento soffiava più forte e il mare? Già il mare! Si era ancora più ingrossato e si preparava.  Faceva un respiro profondo. Lui avrebbe voluto gridare, ma a che scopo? Sembrava la zampata di una belva gigantesca, quell’onda improvvisa che, con uno scatto fulmineo, gli era sopra e addosso con una forza immensa. Non sapeva più dove si trovava, né se ancora esisteva, mentre trascinato di peso come fosse un fuscello, veniva risucchiato in un attimo giù nel baratro. Di lui era rimasto un vuoto insignificante, uno schizzo dell’onda che l’aveva rapito, impresso su quella superficie dura e sulla quale, grondando, scivolava giù. Ora c’era solo il mare. Si sentivano in lontananza delle voci, ma non facevano parte di questa scena; era come se oltre quella barriera liscia e solida si muovesse qualcosa che esulava da tutto quello che era qui. Il mare stesso aveva provato ad oltrepassarla, ma con flebili risultati. Eppure non era spessa e, per giunta, trasparente. Si intravvedevano delle sagome muoversi al di là di essa e si riconosceva uno spazio di una certa ampiezza che aveva dei suoi colori ed un minimo di vitalità.

                                                                                                                                                                                                                                                                           
Il ragazzino si avvicinava, sul muro erano appesi diversi quadri. In tutti era rappresentato il mare, dipinto con stili e con tecniche diverse. Gli autori vi avevano voluto esprimere le diverse immagini che avevano di questo importante elemento della natura. C’erano mari placidi che cullavano il sole al tramonto, mari con barche che lo solcavano, più o meno grandi. Ma quello che decisamente lo attirava era il quadro più grande, collocato al centro di quella parete. In esso era un mare in piena burrasca che sferzava con onde gigantesche una scogliera. Il cielo era cupo e un sole quasi inesistente non riusciva a mostrare si sé che un accenno di pallore. Lo sguardo dell’artista si era soffermato a guardare questa scena dalla cima e verso il basso. Al centro della scena vi era come un vuoto, quasi che in precedenza vi fosse stato ritratto qualcosa che ora non c’era più. In effetti il ragazzino alcuni minuti prima, entrando nella sala, aveva gettato una fugace occhiata a quella parete ed era rimasto colpito dal fatto che il quadro collocato al centro di essa, proprio nella parte centrale mostrasse un uomo, visto di spalle, che stava in bilico proprio sul limitare di una scogliera, mentre gli spruzzi di onde gigantesche quasi lo raggiungevano. Ora che vi stava davanti, non poteva non restare a bocca aperta: l’uomo visto di spalle non c’era più e sembrava non esserne rimasta traccia, eccetto un minuscolo paio di occhialetti tondi incastrati tra la scogliera e la cornice del vetro. La cosa ancora più strana era però una evidente presenza di liquido, schizzato sul vetro e chiaramente colato dalla tela lungo il muro e fermo all’incrocio di questa col pavimento in moquette, dove si stava rapidamente assorbendo. Intorno vi erano diversi visitatori, ma nessuno sembrava essersi accorto di nulla. Erano tutti intenti ad osservare con la dovuta attenzione le opere d’arte che avevano davanti. Era già difficile concentrarsi per riuscire a recepire il messaggio che ogni artista aveva voluto fissare dentro la propria opera. Figuriamoci se poi l’opera si permetteva di modificare il significato del suo stesso esistere. Forse il ragazzino avrà provato a raccontare a qualcuno quello che aveva notato, ma sarà riuscito a renderlo visibile anche agli occhi altrui? Non era mica facile spiegarlo come un quadro appeso al contrario e di cui tutti conoscevano il giusto verso! Magari ne avrà tratto un qualche insegnamento: “Il mare aveva una gran voglia di far vedere all’uomo quello che era in grado di fare, anche senza di lui …”




www.associazionemarel.net/contest1/1-contest-una-posizione-scomoda-bruno-mattu



(da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato l' 8 settembre 2011)

mercoledì 6 febbraio 2013

PAROLE IN SCATOLA

da  https://sites.google.com/site/leradiodiunavolta/radio/televisori


Al principio ci fu solo un'impressione:

"Le persone danno più retta a ciò che viene detto
se a dirlo sono cose il più possibile diverse da loro".

(…vedi Mosè con l'arbusto che non voleva bruciare…)

Si rinchiusero convinti di riuscire:

"Profetizzare è un'arte reclusa
e come tale va inscatolata…
…e poi è comodo trincerarsi in una scatola:
non vieni raggiunto dai pomodori e dalle uova marce".

Li additarono finchè poterono,
ma il loro indice si elevò talmente in alto
che ne restarono affascinati.

Rimasero all'ascolto
divenendo semplici spettatori.

Il palinsesto rovinò sulle teste
gli spettatori si accartocciarono
carta straccia dei programmi.

Provarono a gestire il tempo
lo smontarono in tanti piccoli frammenti;

convinti di dominarlo ne cronometrarono l'incedere
masticando centinaia di spot,

ma lui li piantò all'improvviso
lo sostituirono con un altro programma:
ebbero un discreto successo.

La notizia rimbalzò più volte
all'interno dello schermo
facendo giravolte incredibili…

…infine riuscirono a rimandarla fuori
completamente trasformata,
grazie ad un accurato trucco.

L'elogio perfetto era riuscito…
…dalla foto il defunto si complimentò con un sorriso
(quasi quasi era contento).

La giornalista era soddisfatta…
…gli spettatori anche…

…e vissero tutti felici e videodipendenti.



Molti secoli dopo li ritrovarono…
…ancora davanti ai televisori accesi:

sorridenti scheletri.


(da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato il 2 gennaio 2012)


Il presente scritto è parte integrante della raccolta "Piano di Supremo Attrito"

ELISIR DI LUNGA VITA

da  http://www.dottorperuginibilli.it/index.php/vaccini/323-pandemia-vaccini-e-snake-oil

Il venditore aprì il suo carrozzone

abile vetrina imbandita
incuriosiva e richiamava.


Tante parole altisonanti
Risuonarono

il tutto per una minuscola boccetta.


Dentro non vi era nulla
ma nessuno lo seppe o fece finta.





(da www.landasurreale.blogspot.com  , post pubblicato il 3 gennaio 2012 )

Il presente scritto è parte integrate della raccolta "Piano di Supremo Attrito".

lunedì 4 febbraio 2013

Pane et circenses


da  http://www.davidefaraone.it/default.asp?p=40


" Pane et circenses"



Sacro era il Giuoco
assunto a Supremo
culmine dell'Interesse
di ogni Individuo
di quella Nazione.


Guai a pronunciare
parole irriverenti Verso
gli Dei degli Stadi:
intere Orde di Tribù
selvagge erano pronte.


Il Settimo giorno
aveva luogo il Rito
propiziatorio per la Settimana:


le sorti di Milioni dipendevano dai capricci
di una piccola Sfera chiamata "Palla".


da   http://www.radiortm.it/tag/calcio/page/3/?wpmp_switcher=mobile



(da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato il 28 marzo 2012 )

Il presente scritto è parte integrante della raccolta "La Circolarità dell'Orizzonte"

venerdì 1 febbraio 2013

ATOMI DI NIENTE


Soffiando piano sopra le candele provarono
per la prima volta il gusto di spegnere la luce.

Erano ancora piccoli.
Le torte si susseguivano, emblemi dolci di compleanni.

Dava fastidio il sole, così forte e libero
non si lasciava oscurare...

...a volte qualche eclissi...
...ma era un fatto passeggero.

Crescendo conobbero l'atomo,
si divertirono a frantumarlo,
parti sempre più piccole.

L'apogeo culmino quando in cielo comparve,
gigantesco, un fungo.

Si abbracciarono entusiasti:
il gioco era riuscito.


da www.energia360.org


( da www.landasurreale.blogspot.com , post pubblicato il 30 novembre 2011 )


Il presente scritto fa parte della raccolta "Piano di Supremo Attrito", scritto secondo un angolo visuale rigorosamente aspro.