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lunedì 1 aprile 2013

DAVANTI LA PIETRA DI QUEL SEPOLCRO




da  http://kattolika.myblog.it/archive/2012/04/04/la-risurrezione-di-gesu-e-un-fatto-storico-o-un-dato-di-fede.html



Davanti la pietra di quel Sepolcro
restiamo tutti ammutoliti:
i nostri occhi terreni non vedono spiragli
e sbandano le nostre vite intente in distrazioni
inutili.
È il Mistero di quell’inaspettato spalancarsi
che fa trasalire la speranza di proseguire
oltre quel muro buio.
Uomini di polvere, i nostri soffi anelano
alla Luce,
ma dobbiamo stare attenti a non spegnere
la fiammella che abbiamo dentro.


(da www.ilsoffioumano.blogspot.com , post pubblicato il 9 dicembre 2011)



Questi versi sono parte integrante della raccolta "Alla Sommità di uno Spiraglio", scritta nell'aprile del 2007.

domenica 31 marzo 2013

Finché è solo il corpo

da  http://arteesalute.blogosfere.it/2011/12/milano-curiosita-don-giovanni-in-scena-con-veri-piatti-extra-large.html




Finché è solo il corpo a cercare nutrimento, qualunque pietanza si divori con bramosia sembra non riesca mai  a saziare.
Tant’è che appena terminato si ha di nuovo fame.
L’errore è che ci si nutre sempre dello stesso piatto, cercando ogni volta qualcosa di diverso, che non si è capaci di trovare.
Ma se non si è capaci di assaporare e di gustare nutrendo anche il proprio spirito, si tralascia sempre una parte di sé, forse quella più importante, l’unica che nel corso della vita è in grado di crescere, mentre il corpo, raggiunta la maturità fisica, lentamente declina e si consuma.




(da www.ilsoffioumano.blogspot.com , post pubblicato il 21 gennaio 2012)

venerdì 22 marzo 2013

SONO MARE CHE TRACIMA

da http://www.tripadvisor.it



Sono mare che tracima
Con la delicatezza delle sue onde,
In punta di piedi sulla riva,
Quasi si vergognasse di bagnare
Il candore di quella sabbia.

Sono vento che percuote
Il cielo sgombro con il suo soffio,
Quasi vi volesse trovare delle nuvole
Per attutire il rimbombo delle sue domande.

Sono la pioggia che ricade esausta
E si raccoglie, dai mille rivoli
In cui si è dispersa,
In un enorme oceano ricolmo,
Ma che non è capace di trattenere
A lungo il suo stesso essere.

da http://www.arezzometeo.com/



( da www.ilsoffioumano.blogspot.com , post pubblicato il 19 dicembre 2011)

sabato 9 marzo 2013

QUANDO SI DIVENTA GRANDI?

da  http://paolo.sciancalepore.over-blog.it/photo-1583704-g04-L-Isola-di-Apollo--40x65-_jpg.html



Forse quando si smette di sognare e di credere alle favole a lieto fine?
Ma questa sarebbe la risposta di un grande pessimista e non sarebbe obiettiva.
Un grande ottimista, poiché continua a credere nei lieto fine e non riesce a smettere di sognare, né di credere alle favole, probabilmente potrebbe essere indotto a ritenere che non è ancora cresciuto, se prestasse fede alle convinzioni del grande pessimista.
Fortunatamente sa che non è così: nessuno è mai grande, nel senso che nessuno smette di mutare il proprio modo d’essere a seconda delle esperienze che si trova ad avere lungo tutto il corso della sua vita.
Chi si illude di essere grande, è chi ha voluto smettere di sognare e si è rinchiuso in un ambito, più o meno stretto, più o meno soffocante, ritenendo che fosse vantaggioso limitare i propri sforzi cognitivi nei confronti dell’Universo che lo circonda.
Ma a rinchiudersi in un ambito, un essere vivo, che è legato all’ambiente tutto che lo circonda, rischia di recidere dei legami vitali, che alla lunga lo possono portare a generare delle insoddisfazioni interiori e delle frustrazioni, che avranno conseguenze per la qualità e la durata della sua vita.
Nessuno nasce imparato e nessuno è in grado di soddisfare appieno i propri bisogni ed è in grado di reputarsi maturo.
Il mondo è pieno di immaturi convinti della propria maturità basata sull’età.


(da www.ilsoffioumano.blogspot.com , post pubblicato il 2 febbraio 2012)


L'immagine ritrae un bellissimo quadro dipinto dall'artista Paolo Sciancalepore. 
Le sue opere sono visionabili sul blog http://paolo.sciancalepore.over-blog.it

Sono rimasto molto colpito dalla sua espressione artistica che si riallaccia al Surrealismo di Magritte  e allo spazio metafisico di De Chirico.

martedì 5 marzo 2013

ANTEFATTO

da http://www.personalblog.counselingsolutions.it/


Ho attraversato molte strade prima
Di giungere a questo punto, strade
Che portavano in luoghi diversi e
Che non m’interessava seguire.
Intravedevo appena il margine di un
Orizzonte mentre le attraversavo e il mio
Sguardo non poteva andare oltre.
Ora che sono qui, riprendo fiato
Per le mie membra stanche del lungo camminare
E rifocillo i miei pensieri con la riflessione,
Sperando di fare ordine nei miei passi
E capire se, tra le tante che ho attraversato,
Ho tralasciato la strada che avrei dovuto
Seguire per giungere infine al luogo che
Mi sono prefisso di raggiungere.



(da www.ilsoffioumano.blogspot.com , post pubblicato il 24 ottobre 2011)

sabato 23 febbraio 2013

TU CHE VOLI

da http://getabit.wordpress.com/page/2/



Tu che voli
Sopra le nostre teste,
Ci vedi camminare
Ancorati ai nostri passi,
La zavorra che abbiamo dentro
Trattiene i nostri slanci
E invidiamo la leggerezza
Che ti consente di elevarti
Ma non percepiamo delle ali
La fatica del tuo librarti.



(da www.ilsoffioumano.blogspot.com , post pubblicato il 5 gennaio 2012)

venerdì 15 febbraio 2013

TU MI CONFONDI CON I TUOI SGUARDI


da  http://blog.libero.it/Artichiare/11706851.html


Tu mi confondi con i tuoi sguardi
Il mio vedere lacero per appigli.
Sostieni, è vero, il mio incedere
Rammentandomi gli ostacoli
Che mi si parano davanti,
Ma non ho la forza di evitarli
Nonostante le tue esortazioni.
Gli occhi sono gli stessi
E non vedono altrimenti
Pieni come sono
Di granelli di polvere.


( da www.ilsoffioumano.blogspot.com , post pubblicato il 25 novembre 2011 )

La presente composizione è parte integrante della raccolta "Alla Sommità di uno Spiraglio", composta nell'aprile del 2007 e contenuta interamente nel blog citato.

mercoledì 13 febbraio 2013

FRANTUMI DI PIETRA


Frantumi di pietra
Le spigolosità si accavallano
Mentre remoti si affrettano
A giungere attimi
Dimentichi.
da www.panoramio.com
Le cave alte
Lungo i crinali
Si assiepano
Pedissequi
Tentativi di scorgere.
da www.sezzeromano.it
È la mano,
Quella ricolma
Di rughe e di calli,
Che afferra paziente
La fatica del tempo.
da www.it.123rf.com
Nella vanga
La nodosità del manico
Trova le sue radici
Nelle zolle profonde
E le solleva.
da www.katinkawonka.splinder.com
La fronte polverosa e densa
Corrugata nello sforzo
Dei pensieri
Depone tutte le sue speranze
Con generosità inaudita.
da www.qumran2.net
È l’Amore
Che muove tutti i fili:
Lo sanno bene i granelli più minuscoli
Di polvere che modella
A Sua immagine.


( da www.ilsoffioumano.blogspot.com , post pubblicato l'8 novembre 2011)

domenica 10 febbraio 2013

COME UCCELLI LIBERI


da www.fanpage.it


Come uccelli liberi, esistono degli uomini che migrano da un luogo all’altro senza portare altro che i propri esseri, spinti dal desiderio di trovare pace, inseguiti dall’odio di altri uomini, assetati di potere che vorrebbero annientare e non riescono a fare altro.
Gli uccelli, dall’alto dei loro voli, a volte pindarici, non vedono confini e spaziano liberi da un posto ad un altro, superando ogni barriera,con le sole forze delle loro ali.

da www.naturamediterraneo.com



(da  www.ilsoffioumano.blogspot.com , post pubblicato il 16 novembre 2011)

domenica 3 febbraio 2013

QUELLA FOSCHIA BIANCA

da  www.reversedfilm.blogspot.com


Quella foschia bianca
Distesa sui prati
Nelle mattine d’aprile
È troppo soffice
Per accoglierne
Il lento proseguire
E si dissolve
Come a volte le persone
All’approssimarsi della Luce.



( da www.ilsoffioumano.blogspot.com  , post pubblicato il 26 ottobre 2011 )

venerdì 1 febbraio 2013

LUNGO LA CURVATURA DELLE CUPOLE

da  http://www.tesoridiroma.net/monumenti_roma/panorami_pincio.html


Lungo la curvatura delle cupole
Scivolano giù le domande
Trascinate dal peso che hanno dentro.
È la rotondità senza asprezze
Che non lascia appigli,
Ma si erge oltre la spigolosità dei tetti
Morbida agli sguardi.
Sottende speranze e le contiene
Ma sopra il cielo è distante
E privo di nuvole.


( da www.ilsoffioumano.blogspot.com , post pubblicato il 5 gennaio 2012 )


Il presente scritto fa parte della raccolta "Alla Sommità di uno Spiraglio", in cui uno sguardo spirituale prende decisamente il sopravvento.

domenica 27 gennaio 2013

VIANDANTE


da  http://www.ibasprengisandur.it/docu/tunisia_201102_trek.html


Viandante
i tuoi calzari
lisi
hanno camminato
a lungo
in ogni angolo
di mondo

superando
montagne
e traversando
gole profonde
le tue mani
hanno toccato
le mani
di altre persone

allungate
a chiedere aiuto

in mezzo a loro
le tue spalle
forti
hanno sopportato
il peso delle difficoltà

la tua voce
non ha mai gridato
la rabbia del dolore
che soffocava intorno
ma si è levata
dolce
a lenire con la speranza.

Le tasche dei tuoi vestiti
consunti
sono tornate più vuote
di cose tra noi
ma colme di amore
del quale ci hai narrato.

Noi abbiamo
cose
delle quali ci siamo circondati
per riempire
ma siamo così
vuoti
che le parole
da te pronunciate
ci rimbombano ancora
dentro
senza che riusciamo
a recepirne
l'esatto significato
mentre commossi
versiamo l'obolo
dalle nostre tasche
nelle tue mani
solcate dall'Amore.



da: B.Mattu -"Impronte"- Edizioni Il Filo - Roma Febbraio 2004 - pag 14-15



(da www.ilsoffioumano.blogspot.com , post pubblicato il 14 gennaio 2012 )

QUANDO SI SCENDE IN BASSO

da   www.bergamosera.com
Quando si scende in basso, più giù di dove gli altri calpestano abitualmente il suolo con i propri passi, si teme di non riuscire più a risalire, perché, invece di trovare mani e braccia pronte ad aiutare e a tirare su, sono tutte intente a nascondere il burrone, versandoci sopra manciate di terra e pietre, seppellendovi chi è caduto in disgrazia, per celarne la vergogna.
Solo nel fondo si può trovare la forza per risollevare le proprie sorti e capire quali persone ci sono veramente amiche.
A volte se non si arriva a toccare il fondo, non si arriva a mettere a nudo il proprio animo e a scoprire quante volte si è camminato nella direzione sbagliata.
Non si deve aver paura di riconoscere i propri errori, perché è solo in questo modo che si trova la strada per risalire.
Solo ammettendo la propria umanità, si può capire l’umanità di chi ci vive intorno e commette gli stessi errori.
Il disprezzo nei confronti dei nostri simili, a volte, lo elargiamo con abbondanza, pensando che non ci costa nulla, invece riempiamo il nostro animo di solchi, che restano incisi e diventano talmente ruvidi, che non riusciamo più a trovare conforto nemmeno nello Amore con cui non sappiamo più compenetrarci.



(da www.ilsoffioumano.blogspot.com , post pubblicato il 8 novembre 2011)

venerdì 18 gennaio 2013

LA SCALA DEI VALORI

M.C. Escher - Relatività - 1953

da http://www.artedelweb.it/il-geniale-mondo-di-escher



La scala di valori è sempre la stessa, estremamente complessa, come un disegno di Escher, dove ne è rappresentata una che è percorribile in tutte le direzioni e su tutte le superfici.
Ciò che muta, da un individuo all’altro è la percezione che esso ne ha dei valori che contiene.
Gli ingressi sono molteplici e al mutare di questi muta l’ordine delle priorità di ognuno.
Ci sono rampe che salgono e rampe che scendono, ma chi le percorre spesso non è in grado di valutare con esattezza la propria posizione e sovente ritiene di notare l’errare del prossimo non rendendosi conto del proprio.
Lo sguardo di ognuno è stretto nei limiti della direzione intrapresa e la rigidezza del verso che si percorre nel tentativo di raggiungere una meta, impedisce di volgerlo all’indietro.
Il tempo che scandisce lo scorrere del percorso non ammette soste, né pause di riflessione e alla fine non si è in grado di stabilire se si sia veramente raggiunta una meta. 
Ognuno è in grado di esprimere un solo punto di vista. Volgere altrove il proprio sguardo significa scardinare tutto il castello delle proprie conoscenze e rischiare di vanificare la validità della propria esistenza.
I punti di vista altrui si possono ascoltare, ma risulta difficile condividerli: ne va dei propri principi. 


(da www.ilsoffioumano.blogspot.com  post pubblicato il 24 ottobre 2011)